Franca Asciutto

Franca Asciutto, architetto e docente di potenziamento artistico e di tecnologia, ha acquisito negli anni esperienze artistiche oggettive e personali tali da rendere i tratti materiali segni distintivi delle sue opere. La passione per l’arte metafisica e surrealista e gli studi di architettura organica, maturano in lei forti suggestioni emozionali che si manifestano in un magistrale lavoro di linee e segni ed in un ricco ed armonico cromatismo.

L’artista Franca Asciutto nasce a Catanzaro nel 1964 e sin da bambina dimostra passione per il disegno. Cresciuta a Sidney in Australia, studia nelle scuole private dove approfondisce gli studi artistici, privilegiando le mostre estemporanee di pittura, che la portano a vincere il primo premio di figurazione classica indetto dalle scuole della città. Il padre Giuseppe è un apprezzato mosaicista con notevoli doti creative, mentre la madre gestiva un atelier di moda.

Negli anni 70 rientrata in Italia, dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Catanzaro, si laurea in Architettura, con il massimo dei voti, con una tesi sulla riqualificazione ambientale e paesaggistica.

Negli anni 90, trasferitasi a Roma, prosegue le sue ricerche pittoriche partecipando ad importanti rassegne d’arte tenute nella capitale e in altre città italiane. In questo periodo di intensa attività formativa, si cimenta nella presentazione di opere nelle quali scompone i colori negli elementi fondamentali della pittura e li dispone sulla tela a macchie separate, lasciando che sia l’occhio dell’osservatore ad accostarli con personale emozioni. Più in particolare, sono dipinti postimpressionisti che adottano la tecnica “ en plein air”, dove l’artista si concentra sui mutevoli effetti della luce e dei colori naturali. Solide basi tecniche che, unite all’armonia della composizione del vero, realizzano il senso del ritmo e accostamenti dei colori primari. Ciascuno di questi quadri, presentati al pubblico delle gallerie di Via Margutta, può essere visto o interpretato come una scelta pittorica moderna che pone l’attenzione sulle forme idealizzate, conferendo ai dipinti un’atmosfera magica e poetica.

All’inizio del nuovo millennio la pittrice aderisce al movimento pittorico “Emozionismo” operante in piazza Navona, che presenta tra i maggiori interpreti i pittori Renato Carmelo Mazza e Francesco Mancini. Questo gruppo di artisti esprime la capacità di creare dipinti realisti ed espressionisti adottando la tecnica della “Flash Art”, ma soprattutto la capacità di provocare nel pubblico forti emozioni. Ed è proprio questo periodo formativo che costituisce un momento fondante per il suo stile personale, perché la tavolozza si arricchisce di nuove cromie e il disegno acquista un singolare baricentro e una maggiore fluidità rappresentativa. In tale contesto le linee di contorno dei personaggi, degli oggetti e delle stagioni sperimentano differenti gradazioni di luce. Si realizza per l’artista, quindi, un’atmosfera ideale di laboriosità e di successi di pubblico, che la stimola e sostiene nella convinzione di aver intrapreso un giusto cammino nelle arti figurative.

Recentemente ha aggiunto nuovi temi ai suoi interessi pittorici, giacché segue meno le teorie proposte dall’Impressionismo francese, preferendo esprimere i propri sentimenti con maggiore libertà, cercando più l’effetto del progetto decorativo che la fedeltà della scomposizione divisionista dei colori. Una tecnica innovativa, denominata Sky Line (linee nel cielo), per la luminescenza dei segni, della materia e delle tinte. In questi nuovi dipinti, appare uno stile pittorico personale, ormai maturo; cominciano a comparire, infatti, lunghe spatolate di colore e avvolgimenti di rulli, simili a un puntinismo moderno. Elementi decorativi che riempiono la superficie di grandi tele di schizzi colorati e bozzetti dinamici, ma anche di riflessioni e di osservazioni liriche. Soprattutto l’artista sa rendere, nella scena rappresentata, il contrasto tra il movimento rapido e leggero delle ragazze danzanti e la “staticità compositiva” delle strutture della Città Eterna, idealizzate per corredare i fondali delle visioni proposte. Nel particolare, si tratta di alcune modelle dell’Accademia romana che si prestano ad essere dipinte dalla pittrice, in un’atmosfera molto emozionante. Le tonalità dei colori sono molto vivaci (rossi vermiglio, giallo ocra, bluette, rosa shocking) e sembrano concordarsi con la magnificenza di Piazza Navona, cenacolo di cultura per tanti artisti italiani e stranieri.

Questa forza cromatica e luminosa, altresì, appare all’occhio dello spettatore come una metafora figurativa, per avvicinarsi sia a una visione artistica della città di Roma, sia alla dinamicità figurativa delle modelle accademiche che, con il loro volto stilizzato, un po’ sfumato e poetico, sembrano mostrare tutta la loro riconoscenza alla pittrice che le renderà famose nella storia dell’arte contemporanea.

Questo sistema è artisticamente indicativo, poiché l’ambientazione della scena è ridotta ai minimi termini di figurazione; diremmo a un rettangolo bluette, orange, rosa, che indica una finestra aperta e/o un elemento decorativo fluttuante, che rimane in equilibrio “precario” in uno spazio cromatico luminescente ed etereo, idoneo, però, a conversare amabilmente con gli estimatori della pittura.

L’artista ha effettuato numerose mostre internazionali, in Australia (Sidney, Melbourne), negli Stati Uniti (New York) ed in Italia (Milano, Firenze, Roma, Civitavecchia, Poggibonsi, Ferrara, Ravenna e diverse altre importanti città d’arte).

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